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ANCONAMBIENTE GESTISCE ATTUALMENTE LA DISCARICA DI CHIARAVALLE

Localizzazione
La discarica è ubicata nel comune di Chiaravalle, in località Galoppo. L’area di discarica ricade in una zona di circa 7 ettari collinari.
Dati tecnici impianto
Classificazione: discarica per rifiuti non pericolosi.
Titolare dell’impianto: Comune di Chiaravalle.
Gestione della conduzione operativa della discarica e realizzazione delle opere del progetto di rimodellamento: Anconambiente spa con affidamento in house.
Attivazione: novembre 1978.
Inizio attività di gestione da parte di Anconambiente: agosto 2005.
Durata dell’affidamento del servizio: fino alla messa in sicurezza dell’impianto.
Chiusura prevista: anno 2008, a raggiungimento delle quote assolute definite dal progetto di rimodellamento.

Progetto di rimodellamento (messa in sicurezza della discarica) approvato dalla Provincia con autorizzazione 1/2005 del 13 gennaio 2005, redatto da tecnici comunali. Variante al progetto di rimodellamento, approvato dalla Provincia con autorizzazione n. 94/2007 del 12 settembre 2007, redatto dall’ing. Massimo Tomassoni, responsabile ufficio tecnico Anconambiente.
Le scelte progettuali adottate nella variante al progetto sono dettate da principi di sicurezza, di controllo e di salvaguardia delle matrici ambientali (acqua, aria, suolo) interessate e si è operato nell’ottica del massimo isolamento dalle aree limitrofe.
Gli interventi, già in parte realizzati, riguardano l’incapsulamento totale della discarica con diaframmi (pareti) impermeabili plastici, il potenziamento della rete della captazione di biogas e percolato, la realizzazione di un impianto di cogenerazione per lo sfruttamento energetico del biogas e il trattamento del percolato in sito.

Che cosa è una Discarica Controllata
La discarica è il più antico impianto per smaltire i rifiuti nel suolo. Attualmente è progettata per accogliere e interrare i rifiuti urbani ed assimilabili.
La discarica costituisce un anello residuale del sistema di gestione dei rifiuti, ossia qualunque sistema prescelto (biotrasformazione in compost, riciclaggio, recupero, incenerimento) origina sempre “il rifiuto da rifiuto” non più utilizzabile o riciclabile e quindi da mandare in discarica. Le discariche, però, si saturano velocemente e i siti idonei sono limitati pertanto è di fondamentale importanza ridurre al minimo il materiale da mandare in discarica, favorendo un sistema spinto di raccolta differenziata dei rifiuti.
Quindi la discarica controllata deve essere inserita in un sistema di smaltimento integrato dei rifiuti, che si basa su:

  • a) minimizzazione della produzione del rifiuto
  • b) recupero dei materiali
  • c) recupero di energia
  • d) pretrattamento (per ridurre il carico inquinante e per renderli meno pericolosi)
  • e) deposito in discarica dei residui.

Fino al 1984 quasi tutte le discariche erano di tipo incontrollato, cioè costituite da cumuli di rifiuti abbandonati sul suolo o nelle ipotesi migliori interrate in buche, cave, prive dei controlli necessari. Con l’entrata in vigore della delibera del comitato interministeriale del 1984 e successivamente con la 36/2003 e decreto ministeriale del 3/08/2005, le discariche ora sono soggette ad accorgimenti tecnici per la salvaguardia e tutela dell’ambiente. Quindi si dicono controllate.

Come funziona una discarica
Per ogni discarica controllata è previsto un ingresso custodito dal quale è gestito l’intero impianto. Qui cominciano le operazioni di gestione operativa.
La prima fase consiste nella verifica della regolarità dei documenti di trasporto e delle autorizzazioni e del controllo dei materiali conferiti e la loro rispondenza con la documentazione di accompagnamento. I mezzi con i rifiuti vengono a questo punto pesati e registrati.
Nella seconda fase il camion scarica i rifiuti su una superficie limitata, successivamente, con appostiti automezzi, essi vengono movimentati e compattati e sistemati a strati, con l’obiettivo di risparmiare quanto più spazio possibile.
Durante queste fasi si procede con molta cautela per limitare al minimo il problema delle polveri e degli odori. Durante le giornate ventose vengono utilizzate apposite reti per intercettare i materiali più leggeri (buste di plastica, carte…) e nei casi di vento forte viene sospeso lo scarico.
Nella discarica di Chiaravalle, a fine giornata, vengono stesi dei teli geosintetici a carboni attivi sull’intera area di lavoro, con un apposito trattore stenditelo, per ridurre al massimo le emanazioni di cattivi odori e impedire la dispersione delle parti più leggere ad opera del vento ed evitare l’intromissione di avi-fauna. In seguito l’area viene ricoperta con un adeguato strato di terra.
Nella discarica di Chiaravalle è stato adottato un sistema di raccolta delle acque di percolazione e piovane. Le acque piovane, infatti, infiltrandosi all’interno dei rifiuti, solubilizzano alcune sostanze che si raccolgono sul fondo impermeabile della discarica. Questo liquido, detto percolato, viene convogliato attraverso delle tubazioni in pozzetti di raccolta, inviato ad una vasca di accumulo dalla quale, tramite un’autobotte, viene portato agli impianti di depurazione autorizzati. Per la raccolta delle acque piovane sono collocate delle canalette perimetrali che convogliano in fognatura.

Sorveglianza, controlli e monitoraggi Allo scopo di tutelare l’ambiente sono istituiti per legge controlli e monitoraggi delle matrici ambientali che vengono eseguiti periodicamente durante tutta la vita della discarica e per i 30 anni successivi alla sua chiusura. Le più significative operazioni di controllo riguardano la qualità delle acque sotterrane (per mezzo di pozzi spia limitrofi alla discarica), la qualità dell’aria e la verifica della assenza di migrazione di biogas.
Inoltre sono programmati interventi di disinfestazione e derattizzazione periodici sul corpo discarica e lungo un cordone sanitario perimetrale all’impianto.